Proporti per un lavoro: lo stai facendo nel modo sbagliato

Proporti per un lavoro: lo stai facendo nel modo sbagliato

Capita abbastanza spesso che la gente mi contatti per proporsi come collaboratore. E proprio di questo voglio parlare: proporsi per una collaborazione o un lavoro.

Sebbene non ami sventolare ai quattro venti il selfie al mare, il paesaggio di montagna o ad ammorbare il web con il popolare “Buongiornissimo a tutti“, ho comunque un mio profilo personale e professionale. Ci sono, posso essere trovato e, soprattutto, posso essere contattato da chiunque: : operatori, colleghi DoP, scenografi, attori, attrici e compositori di colonne sonore (e devo dire che la quantità di questi ultimi è impressionante… su 10 richieste di contatto che ricevo, 7 sono compositori).

A questi si affiancano tutti quei personaggi che mi contattano per avere consigli su come lavorare in questo meraviglioso mondo, quale videocamera conviene acquistare, cosa ne penso del nuovo treppiedi della Cartoni, eccetera. Mi dispiace se ad alcuni non ho mai risposto, non è per cattiveria, è solo perché non uso molto Facebook e dopo un po’ i messaggi vanno in fondo alla coda e mi dimentico… si, sono un cazzone…

Bene, dopo tutta questa premessa inutile, arriviamo al punto: oggi voglio parlarvi di una richiesta di contatto che ho ricevuto via e-mail (e quindi perché vi ho ammorbato con la storia di Facebook, direte voi? Mi andava così…).

Una mattina, accendo il mio PC e ricevo questa e-mail:

Premetto che anche io sono stato un giovane scapestrato che non sapeva assolutamente come entrare nel mondo del cinema. Anche io ho mandato mille mila e-mail a caso (alcune volte ho addirittura telefonato, spesso ricevendo insulti), per cui non ho nulla da dire se un ragazzo mi manda il suo curriculum… ma davanti a questa e-mail, cosa dovrei pensare?

Io capisco che tutte, ma proprio tutte, le guide su come scrivere un CV o una cover letter invitino ad essere brevi e concisi… ma qui hai preso troppo alla lettera la cosa, ragazzo mio. Non ti sei nemmeno firmato. Ma almeno la firma, dai!

Comunque, entriamo nel vivo dell’argomento. La cover letter (la lettera di presentazione, per chi non è familiare con il linguaggio dei cercalavoro) non lascia trapelare nulla, né il nome di chi mi sta proponendo la propria figura, né tanto meno per che tipo di ruolo si propone. Sarà tutto spiegato nel curriculum allegato, mi dico… E invece mi ritrovo davanti il profilo di un ragazzo che ha molta esperienza… come magazziniere di supermercati…

Ok… sono confuso. Molto confuso. Non mi hai spiegato perché mi mandi il tuo CV e sei un magazziniere… Vorrei tanto poterti aiutare, darti qualche consiglio… ma non ho idea di cosa tu stia cercando di fare.

Per cui, ti consiglio almeno questo: cerca di essere un po’ più chiaro in futuro. E per chi vuole proporsi per collaborazioni o sta cercando un lavoro, va benissimo essere concisi ed andare subito dritti al punto, ma un minimo di intenzione ci deve essere nel vostro messaggio, eh!

Ora, purtroppo questo ragazzo (che per ovvi motivi di privacy ha subito un camuffamento della voce e dell’indirizzo e-mail) è stato scelto come vittima sacrificale per affrontare l’argomento. Ma non è assolutamente l’unico che fa questo genere di errori. A volte ho trovato su Facebook messaggi che recitavano testualmente “Ciao, mi propongo come tuo collaboratore“. Si… Già… ok…

Non mi piace “discriminare”, ma è necessario dire che non solo italiani mi contattano. A volte capita che mi contattino inglesi, americani, sud africani… E, mi dispiace dirlo, ma loro sono avanti anni luce. Non ho mai ricevuto una proposta di collaborazione poco chiara da uno straniero. Sono sempre precisi e attenti a quello che scrivono e a quante parole utilizzano. Inviano messaggi chiari e diretti, senza informazioni superflue o mancanti. Sono dei cavolo di cecchini del curriculum vitae.

Per quello spero che, dal mio piccolo, questo post riesca a far riflettere tutti voi che spammate i vostri curriculum. Mi ci metto anche io nella cerchia eh, perché l’ho fatto e lo farò ancora sicuramente in futuro. Ma cerchiamo di essere un po’ più “inglesi”.

Anche perché presentarsi male non solo fa si che il nostro messaggio vada a vuoto, ma ci mette anche in cattiva luce e difficilmente verremo notati anche se si presenterà un’occasione lavorativa che potremmo ricoprire.

Ora basta seriosità. Vado a scrivere un po’ di cazzate.

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