La risposta ad una domanda che nessuno ha fatto…

La risposta ad una domanda che nessuno ha fatto…

Lo so. So cosa state pensando. Ve lo si legge in faccia: “Ecco l’ennesimo, stupido blog di cinema”.

Bhe, in parte avete ragione: questo blog è uno dei tanti ed è anche stupido. Stupido nell’accezione positiva del termine, ovvero tenta di essere un veicolo di informazioni, esperienze e tutorial sulla fotografia cinematografica, ma senza mai prendersi troppo sul serio, trattando gli argomenti in maniera “divertente”.

E perché chiamare questo blog L’Accrocchio? Semplicemente perché l’inventarsi la soluzione economica ad un problema, o il rig improvvisato con pezzi di legno e gaffa americana è una cosa comune a tutti i livelli di produzione. Io vengo dal cinema povero, ma ho lavorato anche ad alti livelli. Ho sperimentato un po’ tutto nella mia carriera finora e anche quando mi trovavo in mezzo a duecento persone, circondati da venti camion pieni di attrezzature tecniche… c’era sempre il momento in cui spuntava il cosiddetto “accrocchio”. Ed è in onore all’inventiva e al “problem solving” della povertà più vera che ho affibbiato questo nome al mio blog. Perché anche il blog in sé è un accrocchio, un modo un po’ confuso e sconclusionato per raggiungere un fine semplice: dire quello che penso e condividere, per quanto mi è possibile, la mia esperienza.

E perché l’olio di plama? Perché come il terrorismo mediatico-alimentare degli ultimi tempi ci ha insegnato, l’olio di palma rende tutto più buono, ma se ne può fare a meno e ne giova anche la salute. E così è anche nel cinema. La macchina da presa ultimo modello, le luci più fighe, i carrelli della Fischer… sono tutte gran figate, ma se ne può fare a meno per raggiungere il proprio risultato. Badate bene non dico che se ne deve fare a meno ma solo che se ne può fare a meno. Con l’inventiva si possono raggiungere ottimi risultati anche senza grandi mezzi. Ed è quello che cercherò di mostrare in questo blog.

Ma ora la domanda sorge spontanea… ma tu chi cavolo sei?

Non vorrei tediare nessuno con la mia storia, ma è giusto fare un minimo di introduzione per spiegare chi sono e perché, soprattutto, mi permetto di dare opinioni.

La mia avventura nel magico mondo del cinema comincia nel lontano 2003 quando, da imberbe studente universitario, cominciai a girare i miei primi cortometraggi. Dopo essermi svenato economicamente e umanamente per produrre ben tre film che mi permisero di capire che vincere il Festival della Robiola di Monestirolo non serve ad una ceppa, decisi di abbandonare la regia e dedicarmi alla magica arte della fotografia cinematografica.

Ho cominciato a fare i primi passi sperimentando, fallendo e girando alcune schifezze inenarrabili cercando di trovare un mio stile e, nello stesso tempo, approfondendo le mie nozioni tecniche. Ma siccome di cinema e cortometraggi non si campava, ho cominciato anche a “smarchettare” pesantemente lavorando come operatore video e videomaker “one-man-band” a eventi live, manifestazioni sportive, matrimoni, cresime, comunioni, ritrovamenti di reperti storici, spogliarelli… No, aspettate, quelli no (purtroppo).

E mentre gli anni passavano (e il Whisky Macallan continuava a far aspettare quella povera bottiglia che moriva per lui) ho sempre continuato a lavorare, trovare i miei piccoli successi personali e a prendere legnate nei denti. E dall’Italia è arrivata Los Angeles, poi ancora l’Italia sino a passare per tre anni vissuti a Malta. E ora, di nuovo l’Italia. Almeno per il momento.

In tutti questi anni sono riuscito a trovare un mio stile, a migliorarmi sempre di più e ad affinare le basi tecniche del mestiere. Tanto che sono arrivato ad insegnare a studenti di tutti i tipi ed età. Ho tenuto corsi di formazione sulla fotografia ma anche sul reparto camera in generale sia in Italia che all’estero. E sebbene io mi senta sempre un totale cretino quando parlo e insegno ad una platea di persone, tutti escono soddisfatti e questo mi ha portato a pensare che forse qualcosa da trasmettere ce l’ho. E non sono le nozioni tecniche che qualunque libro può insegnare, ma le esperienze dirette. Le mie lezioni sono sempre state sessioni di insegnamento tecnico, ma anche e soprattutto delle chiacchierate dove portavo i miei aneddoti e le mie esperienze sul campo affinché i miei studenti potessero capire bene di cosa stavo parlando.

Siccome, come diceva mio nonno (o forse era Eminem?): “Non c’è scuola migliore della strada“, ho deciso di provare a rendere più globali le mie lezioni, aprendo un blog e riportandoci tutte le mie esperienze personali, sia tecniche che umane, legate al lavoro nel mondo del cinema. Spero che possa essere utile per alcuni o anche solo motivo di spunto per far partire delle riflessioni su alcune contraddizioni del nostro mondo (il mondo del cinema eh… non ho l’aspirazione della pace nel mondo… mi hanno scartato ai provini per Miss Italia).

Quindi questo blog vuole essere questo: un contenitore di articoli tecnici, aneddoti personali presi dalla mia vita da direttore della fotografia ma anche condivisione di risorse che troverò in giro per la rete. Un po’ per cercare di condividere, con coloro che decideranno di leggere i miei post, la mia esperienza: ciò che ho imparato finora e ciò che imparerò da oggi in poi. Perché, anche se quando ero giovane non ci credevo tanto (o forse speravo non fosse vero), è proprio vero che “non si smette mai di imparare“.

E ciò che farò, lo farò sempre con uno stile “non serioso”. Farò del mio meglio per non cadere nel ridicolo, mantenendomi comico, ma devo essere onesto: non sono una persona che si prende sul serio. Non mi è mai piaciuto farlo. Io amo fare il mio lavoro, ma più di tutto è che io mi diverto come un bambino facendo il mio lavoro. Chi ha lavorato con me sa benissimo che io non sono il capo reparto con il pugno di ferro, che pretende rispetto e religioso silenzio. Anzi, tutt’altro. Sono sempre il primo a fare la battuta, a dire la maggior quantità di cazzate e a ridere di gusto per ogni minima cosa. Ovviamente, tra un ciak e l’altro. Quando il motore parte, la serietà è un dovere. Ma tutto il resto del tempo… perché non divertirsi?

Girare un film è il lavoro più divertente del mondo! E’ un gioco e trovo stupido rovinarlo con tensioni, litigi e malumori. Questo è il mio metodo di lavorare: farlo con il sorriso e divertendosi. Forse sbaglio, ma è ciò che mi fa amare di più il mio lavoro, anche nei momenti tristi e difficili. E sono fermamente convinto che si possa essere professionali anche senza essere i figli segreti di Hitler…

Per quanti volessero approfondire sulla mia carriera, possono visitare il mio sito ufficiale a questo link: www.mircosgarzi.com

NOTA: Forse non tutti hanno colto la citazione del Whisky Macallan e, a questo proposito, vi invito a rivedere lo spot che andava a ripetizione sulle reti televisive negli anni ’80:

Ero un bambino all’epoca e non potevo cogliere il sottile e delicato doppio senso nella bottiglia “nuda” che si copre a malapena con l’etichetta… ma rivedendolo ora, è tutto chiaro. Se poi ci aggiungiamo il fatto che negli stessi anni trasmettevano senza remora alcuna pure gli spot della Saratoga…

Quanto mi mancano gli anni ’80…

1 Commento

Lascia un Commento